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Storia del teatro in lombardia: Il teatro del 700 e 800 - Prima parte
L'attore Paolo Bessegato racconta la storia del teatro in Lombardia nel Settecento e nell'Ottocento. Con l'apparizione dell'opera, nel '600 si erano costruiti apposta grandi teatri in cui dare rappresentazioni tutte le sere e non più solo in occasioni di feste. Nel '700, i teatri d'opera diventano luoghi di incontro sociale. In particolare i ridotti dei teatri sono i luoghi più frequentati. Al pubblico elegante dei palchi si contrappone quello più popolare del loggione, ma ovunque si vede gente leggere, conversare, sedurre, tradire, tener bisca e anche dormire. I palchi sono salotti dove è possibile consumare cibi e bevande addirittura durante gli spettacoli. Il teatro è quindi centro di mondanità. L'opera è il vero centro di gravità della società milanese, scrive Liszt. Il teatro è anche un luogo dove passano informazioni politiche. Ricordiamo quanto "Nabucco", "Aida", "Giovanna d'Arco" siano diventate opere amate dagli italiani per i loro incitamenti alla libertà, che in realtà Verdi aveva forse solo inconsciamente insinuato. Il motto VIVA VERDI - che stava per "Viva Vittorio Emanuele Re D'Italia" di cui è acronimo, deriva da un grande stato di eccitamento del popolo italiano. Era impossibile, ai tempi della tirannia austriaca, far circolare in altro modo i propri sentimenti e le proprie idee. I melodrammi rappresentati a teatro durano molte ore, ma sono poco realmente ascoltati, essendo il pubblico tanto chiassoso. La vicenda, sempre lunga e complessa, non viene realmente seguita. Sono solo i virtuosismi dei cantanti che a volte fanno regnare il silenzio in sala.
I teatri d'opera più importanti sono quello di Mantova, Brescia, il Donizetti di Bergamo il Ponchielli di Cremona, il Sociale di Como. Ma il più importante di tutti è il nuovo Regio Teatro Ducale situato in Santa Maria della Scala, ricostruito da Giuseppe Piermarini, e inaugurato nel 1778 con l'opera "L'Europa riconosciuta" di Antonio Salieri. Rossini, Bellini, Donizetti conquistano l'attenzione dei musicisti e il plauso del pubblico. Ma Verdi è il compositore che riesce a conquistarne il cuore, soprattutto con la trilogia popolare. Spesso le opere famose vengono rimesse in scena dai teatri delle marionette e dei burattini. Nell'unità assistiamo a un magnifico esempio dell'aria della calunnia, tratta da "Il barbiere di Siviglia", di Gioacchino Rossini, cantata dal basso Don Basilio, magnifica marionetta. L'opera diventa un'industria.

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