Antonio Lubrano ci parla di "Otello", l'opera che Verdi trasse nel 1887 - su libretto di Arrigo Boito - dalla tragedia di Shakespeare, che molto amava. Siamo al Teatro Regio di Torino, dove l'opera viene rappresentata con la direzione di Claudio Abbado e la regia di Ermanno Olmi. La narrazione di Lubrano, alternata dagli ascolti corrispondenti, ci guida nella vicenda.
Atto IV. Desdemona si è ritirata nella sua stanza. Emilia è con lei. Infelice e malinconica, cerca riposo ricordando i tempi passati. Sempre più sconsolata, prega, poi si addormenta. Otello entra nella camera nuziale e guarda la sposa dormire. Desdemona si sveglia. Otello le chiede se ha pregato e se deve chiedere perdono a Dio prima di morire. Desdemona è sconvolta. Il duetto è serrato. Otello non vuole credere all'innocenza di Desdemona, e, dopo un ultimo bacio, la strangola. Accorre Emilia per annunciare che Cassio ha ucciso Roderigo. I propositi di Iago sono falliti. Iago è ormai smascherato. Col suo ultimo fiato, Desdemona cerca di difendere Otello, dicendo che si è uccisa da sola, ma Otello la smentisce. Emilia chiede perché di tanta follia e Otello parla del tradimento. Ma Emilia può finalmente raccontare la verità. Le guardie inseguono Iago e solo allora Otello si rende conto di quello che ha fatto. Consegna la spada, abbraccia Desdemona, e si uccide con un pugnale.