ATTILA
Uldino! Uldin!
(ULDINO:
Mio re!)
ATTILA
Non hai veduto?
(ULDINO:
Che mai?)
ATTILA
Tu non udisti?
(ULDINO:
Io? Nulla.)
ATTILA
Eppur feroce
Qui s'aggirava. Ei mi parlò . . . sua voce
Parea vento in caverna!
(ULDINO:
Oh re, d'intorno
Tutto è silenzio . . . della vigil scolta
Batte soltanto il pie'.)
ATTILA
Mio fido, ascolta!
Mentre gonfiarsi l'anima
Parea dinanzi a Roma,
Imman m'apparve un veglio
Che m'afferrò la chioma . . .
Il senso ebb'io travolto,
La man gelò sul brando;
Ei mi sorrise in volto,
E tal mi fe' comando:
"Di flagellar l'incarco
Contro i mortali hai sol.
T'arretra! Or chiuso è il varco;
Questo de' numi è il suol!"
In me tai detti suonano
Cupi, fatali ancor,
E l'alma in petto ad Attila
S'agghiaccia pel terror.
(ULDINO:
Raccapriccio! E che far pensi?)
ATTILA
Or son liberi i miei sensi!
Ho rossor del mio spavento.
Chiama i druidi, i duci, i re.
Già più rapido del vento,
Roma iniqua, volo a te.
(Uldino esce)
ATTILA
Oltre a quel limite
T'attendo, o spettro!
Vietarlo ad Attila
Chi mai potrà?
Vedrai se pavido
Io là m'arretro,
Se alfin me vindice
Il mondo avrà.