I lombardi alla prima crociata

Caratteristiche:
Dramma lirico in quattro atti su libretto di Temistocle Solera , tratto dall’omonimo poema di Tommaso Grossi.

Prima:

Milano, Teatro alla Scala, 11 febbraio 1843.

Trama:
Atto I
"La vendetta". Tra il 1095 e il 1097. Pagano, geloso del fratello Arvino, ha cercato di ucciderlo nel giorno delle sue nozze con Viclinda. Perciò è stato esiliato. Dopo molti anni ritorna a Milano vestendo l'abito del penitente, e ha luogo la riconciliazione. In realtà egli comincia a ordire una trama contro il fratello, servendosi di Pirro. Viene assoldato un gruppo di sicari. Ma Arvino ha un presentimento e si prepara contro l'oscura minaccia che sente avvicinarsi.
La notte dell'attentato al buio, Pagano colpisce qualcuno con la sua spada: è il padre. Disperato, cerca di suicidarsi ma viene arrestato.

Atto II
"L'uomo della caverna". Ad Antiochia. Il tiranno Acciano prega Allah perché scateni la sua ira contro i crociati. Suo figlio Oronte è innamorato di una prigioniera cristiana, Giselda, figlia di Arvino e Viclinda, e vuole convertirsi al cristianesimo, come ha già fatto segretamente sua madre Sofia. Intanto Pirro arriva nei pressi della città e raggiunge Pagano, che si è ritirato in una caverna e fa l'eremita per espiare le sue antiche colpe.
Pagano si dichiara disponibile ad accompagnare i crociati nella città infedele. Quando si accorge che si tratta dei Lombardi, anche Pagano si arma.
Nell'harem. Sofia annuncia a Giselda che Acciano e Oronte sono stati uccisi; la giovane impreca contro l'ingiusto dio che permette la guerra e Arvino sopraggiunto, vorrebbe ucciderla per la sua empietà: quella è una guerra santa. Il pio eremita, che non è stato riconosciuto, la salva: "Si tratta, dice, di una povera pazza".

Atto III
"La conversione". Oronte non è morto; ferito e travestito da crociato, ritrova Giselda nella valle di Josafath. I due si promettono eterno amore. Devono fuggire, perché Arvino, che ha saputo dell'amore della figlia, li sta cercando per separarli; ha anche sentito che Pagano si aggira nei pressi, e si ripromette di punirlo in modo definitivo. Oronte e Giselda si rifugiano nella grotta dell'eremita. Qui il ferito viene battezzato, e spira tra le braccia della fanciulla amata.

Atto IV
"Il Santo Sepolcro". Giselda ha una visione: Oronte predice che troveranno acqua nel deserto. I crociati, in realtà, stanno soffrendo la sete, ma la fonte di Siloe si mette miracolosamente a gettare acqua.
Riprendono i combattimenti e l'eremita è ferito a morte. Portato nella tenda di Arvino, rivela di essere Pagano. Il comandante crociato lo perdona, lo prende in braccio e lo conduce all'entrata della tenda. Da lì può vedere che la bandiera cristiana già sventola su Gerusalemme conquistata.

Storia:
Quarta opera scaligera di Verdi, milanese fin nel titolo e nella provenienza dell’autore del soggetto, Tommaso Grossi, dal quale Temistocle Solera trae il libretto.

Dramma di argomento religioso, intessuto di scene di processioni, preghiere, un battesimo e naturalmente una crociata. Le autorità clericali si insospettiscono e incaricano gli amministratori della giustizia di controllare. Il capo della polizia Torresani dopo aver preso visione del libretto intima a Verdi di apportare alcuni cambiamenti: in teatro non si può cantare un’ Ave Maria , poiché luogo non adatto ad una preghiera, così che il Maestro si deve piegare suo malgrado a cambiare l’aria in Salve Maria . Con questa piccola modifica I Lombardi alla prima Crociata vanno in scena alla Scala il primo febbraio 1843, nell’estate dello stesso anno a Senigallia e in inverno a Venezia.

Lo spartito dell’opera porta una dedica di Verdi a Maria Luigia d’Asburgo, Duchessa di Parma, terra natale del Maestro.

Immagini
  • Libretto: I Lombardi alla prima Crociata, Bologna, Teatro Comunicativo, 1845
  • (Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, coll. LibV 014 006)
  • Teatro Municipale di Piacenza, 2011
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