ALL'OPERA PER IL TERREMOTO

Omaggio a Giuseppe Verdi

"Ravenna Festival": Orchestra Giovanile Luigi Cherubini - Direttore Riccardo Muti
mercoledì 3 luglio - Palazzo Mauro De André, ore 21

ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI
direttore RICCARDO MUTI

Monica Tarone soprano
Anna Malavasi mezzosoprano
Francesco Meli tenore
Nicola Alaimo baritono
Luca Dall'Amico basso
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Orchestra Giovanile Italiana
 
con
gli allievi dell'Istituto Superiore di Studi Musicali "Orazio Vecchi" di Modena,
"Antonio Tonelli" di Carpi e della Fondazione Scuola di Musica
"Carlo e Guglielmo Andreoli" di Mirandola
Coro del Teatro Municipale di Piacenza e corali dell'area colpita dal terremoto
maestro del coro Corrado Casati
 
arie, cori e sinfonie da
"La Forza del Destino", "Il Trovatore", "Un Ballo in Maschera", "La Traviata",
"Macbeth", "Nabucco"

In un festival che della dimensione ‘popolare’ nelle sue diverse declinazioni ha fatto il proprio nucleo tematico, e per di più nell’anno consacrato ovunque alle celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, non poteva mancare un omaggio al grande bussetano, al più ‘popolare’ tra i compositori italiani, al ‘contadino eroe’ (come lo definì Bruno Barilli) sulle cui musiche si è forgiata l’identità italiana e in cui, ancora oggi, il Paese si riconosce. Un omaggio che segna anche la partenza del ponte sulle ‘Vie dell’Amicizia’ - che in questa edizione porterà l’abbraccio del Festival alle popolazioni emiliane colpite un anno fa dal terremoto - e che non poteva che essere affidato all’interprete verdiano per eccellenza: Riccardo Muti. Sotto la sua direzione ci saranno non solo i musicisti della ‘Cherubini’ e dell’Orchestra Giovanile Italiana, ma anche gli allievi dell’Istituto musicale ‘Orazio Vecchi-Antonio Tonelli’ di Modena e Carpi; e, ancora, quelli della Fondazione scuola di musica ‘Carlo e Guglielmo Andreoli’ di Mirandola insieme al Coro del Teatro Municipale di Piacenza, Associazione Corale Gioachino Rossini di Modena, Scuola Corale Giacomo Puccini di Sassuolo, Coro Luigi Gazzotti di Modena. La direzione dei cori è stata affidata a Corrado Casati. Le pagine senza tempo di Verdi saranno eseguite dalle voci di un cast di sperimentato valore, cantanti più volte ospiti del Festival, come il mezzo soprano Anna Malavasi, il tenore Francesco Meli, il baritono Nicola Alaimo, il basso Luca Dall’Amico e il giovane soprano Teona Dvali. L’ Omaggio a Giuseppe Verdi proposto al palazzo Mauro De André mercoledì 3 luglio viene replicato il giorno successivo, ‘sulle vie dell’amicia’, in piazza della Costituente, a Mirandola.

Il concerto è stato reso possibile grazie alla preziosa collaborazione di Eni, partner da sempre al fianco di Ravenna Festival.

Proprio a sottolineare il nodo indissolubile che lega Verdi agli italiani e che ha fatto delle sue musiche il simbolo stesso dell’italianità, il programma scelto da Riccardo Muti si dispiega in un vero e proprio affresco sinfonico-corale, tratteggiato attraverso alcune fra le pagine più celebri e più amate delle sue partiture operistiche. Pagine che, fin dal loro primo apparire, hanno oltrepassato gli angusti confini dei teatri per approdare nelle piazze, divenire patrimonio comune e fare breccia nell’animo, appunto, del ‘popolo’. Intonate dalle bande di paese o strimpellate nei salotti dalle ragazze di buona famiglia, impresse sui rulli di pianini automatici e organi di Barberia o fischiettate per strada al rientro dalle osterie: arie, cori e sinfonie. Tutto questo per arrivare a una sorta di ‘Gala verdiano’ a partire dai cupi ed evocativi ottoni che punteggiano le primissime battute della Sinfonia da ‘La forza del destino’ passando alla disperata immediatezza espressiva di ‘Stride la vampa’ intonata dalla zingara Azucena nel ‘Trovatore’ . Poi dal ‘Ballo in maschera’ il triste presagio di Riccardo in ‘Forse la soglia attinse’ ; e ancora dalla ‘Forza del destino’ l’intensa scena finale culminante nel commovente lirismo de ‘La Vergine degli angeli’ . E dal secondo atto della ‘Traviata’ il lungo duetto tra Violetta e Germont, in cui l’adesione alla parola scenica e alle leggi della drammaturgia portano Verdi a sperimentare quel rivoluzionario divenire musicale capace di tratteggiare i personaggi fin nel profondo del loro animo, smascherato nel caso di Germont padre nella bonaria convenzione del celeberrimo ‘Di Provenza il mare il suol’ . Per arrivare al ‘Ah la paterna mano’ da ‘Macbeth’ e chiudere infine – e non poteva essere diversamente – con il ‘Nabucco’ da cui Riccardo Muti attinge la Sinfonia e i possenti cori: ‘Gli arredi festivi’ e naturalmente il ‘Va’ pensiero’ da cui emerge quel profondo e toccante senso di dignità capace sempre di scaldare gli animi e stringere il pubblico in un abbraccio corale e condiviso.

“Giuseppe Verdi è l’autore del futuro – commenta Riccardo Muti , che ha dedicato un libro al Cigno di Busseto – perché è ancora ben lontano dall’essere conosciuto a fondo. Ritengo che si possa cominciare a studiarlo seriamente, senza arbitrii, effettacci o sentimentalismi piagnucolosi, tenendo di vista non solo in grande musicista, ma anche il grande uomo di teatro, che calcolava e organizzava tutto per l’esaltazione del testo drammatico. In Verdi c’è una precisione maniacale fra la parola e la nota, fra l’espressione della parola e la durata della nota: ecco altre particolarità cui si deve prestare il massimo dell’attenzione, considerando appunto la straordinaria qualità creativa di Verdi”.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: da 15euro (ridotti 12) a 93 euro (85 ridotti)
“I giovani al festival”: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni (50% tariffe ridotti)
Immagini
  • Riccardo Muti
  • Foto di Silvia Lelli
  • Riccardo Muti
  • Foto di Todd Rosemberg
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