ALL'OPERA PER IL TERREMOTO

Bagnacavallo - Teatro Carlo Goldoni

Inaugurato nel 1845 con l' Ernani
 
Il teatro fu costruito tra 1839 e 1845 su progetto dell'architetto bolognese Filippo Antolini e inaugurato nel 1845 con l'Ernani di Giuseppe Verdi. Il pittore Antonio Muzzi di Bologna eseguì il sipario, tuttora esistente anche se in precarie condizioni, che celebra la tradizione pittorica locale: vi si raffigura Bartolomeo Ramenghi, in atto di ricevere il senatore bolognese Camillo Gozzadini che gli presenta il giovane Girolamo da Treviso. Tra gli altri personaggi spiccano la contessa Aldrovandi, moglie del Gozzadini e il Primaticcio, già allievo del Ramenghi.

Demolita la parte del palazzo Brandolini che guardava la Piazza, il nuovo teatro fu costruito a pianta rettangolare di fianco al Palazzo Comunale. La facciata con mattoni a vista è composta da un portico formato da cinque archi a tutto sesto, retti da pilastri ai quali sono addossati colonne con capitelli ionici. Al di sopra del cornicione si aprono cinque finestre sormontate da mensole. Dall'atrio, con soffitto decorato, si accede alla sala a ferro di cavallo molto allargato. Vi sono tre ordini di palchi. Ai lati del proscenio sono collocati sei medaglioni di legno dorato con l'effigie di illustri personaggi legati alla storia locale: Cesare Ercolani, Bartolomeo Ramenghi, Giovanni Maria Guicciardini, Tiberio Brandolini (capitano di ventura), Carlo Goldoni e Luigi Valeriani Molinari (economista). Il teatro, oggi funzionante, ha subito un breve restauro negli anni Venti e nel dopoguerra.
Scheda pratica per " Bagnacavallo - Teatro Carlo Goldoni " Contatti E-mail: teatrogoldoni@accademiaperduta.it
Tel.: 0545 64330 Indirizzo piazza Libertà 17, Bagnacavallo (RA) Tipologia pianta a ferro di cavallo con palchetti Uso attuale prosa, teatro ragazzi, concertistica Dati tecnici palcoscenico largo m15,90, profondo m12,60; è dotato di graticcio ligneo; capienza totale della sala posti 373
Immagini
  • Il sipario del Teatro, opera di Antonio Muzzi
  • © Archivio Fotografico dell?Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna
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