OPERA AT WORK
FOR THE EARTHQUAKE

Le vépres siciliennes

Caratteristiche:
Dramma in cinque atti su libretto di Eugène Scribe Charles Duveyrer tradotto in italiano da Arnaldo Fusinato

Prima:

Parigi. Opéra, 13 giugno 1855.

Trama:

Atto I
Palermo, 1282. Piazza Grande. La duchessa Elena è in lutto perché suo fratello Federigo d'Austria è stato giustiziato come traditore. Un soldato francese, Roberto, la costringe a cantare. Con il suo canto, Elena infiamma i cuori dei siciliani e ne nasce un vivace scontro con i francesi. Il governatore francese Guido di Monforte interviene e riporta la calma. Poi interroga un giovane siciliano, Arrigo, che si era fermato a parlare con la vedova e gli vieta di incontrarla perché è sospetta di essere rivoluzionaria. Ma Arrigo la raggiunge ugualmente.

Atto II
In una valle presso Palermo si incontrano Giovanni da Procida, esule rientrato clandestinamente, Elena e Arrigo. Giovanni annuncia che Pietro d'Aragona intende intervenire in Sicilia, se vi sarà un inizio d'insurrezione. Arrigo dichiara a Elena il suo amore; lei lo accetterà e ricambierà se Arrigo vendicherà suo fratello.

Atto III
Monforte, nel suo studio, viene a sapere, dalla lettera di una donna che aveva sedotto, che Arrigo è suo figlio. Lo chiama e glielo rivela: il giovane è sconvolto, perché sente che perderà Elena. La sera ha luogo un ballo mascherato. Giovanni da Procida comunica ad Arrigo che è pronto un piano per uccidere Guido di Monforte; il giovane lo difende. I cospiratori sono arrestati.

Atto IV
Giovanni da Procida ed Elena sono stati portati alla fortezza. Arrigo li raggiunge e si discolpa: doveva ripagare un debito filiale, ma ora ritorna con loro alla lotta. Elena gli conferma il suo amore, Giovanni annuncia che stanno per arrivare le armi per l'insurrezione. Monforte, intanto, escogita un ricatto: o Arrigo lo riconoscerà pubblicamente come padre, o manderà all'esecuzione i prigionieri. Arrigo cede, tutti sono liberati, e il governatore annuncia un'amnistia per le nozze del figlio con Elena. Quest'ultima non sa se accettare, ma Giovanni da Procida lo spinge a farlo: servirà per prendere tempo.

Atto V
Nei giardini del palazzo si svolge la festa per il matrimonio. Elena sta cantando, quando Giovanni da Procida le annuncia che al suono delle campane verrà sferrato l'attacco. La donna si ritrae, impaurita. Arrigo è disperato. Guido di Monforte non capisce cosa stia accadendo, vede solo che il matrimonio è in pericolo. Per accelerare il cerimoniale, fa suonare le campane.
E l'opera finisce con l'inizio dell'invasione del giardino da parte degli insorti.

Storia:
Il 1852 inizia con la firma del contratto da parte di Giuseppe Verdi, con il Teatro dell’Opéra di Parigi. Le condizioni fissate sono alquanto favorevoli: viene offerta la collaborazione con il famoso poeta e librettista francese Eugène Scribe , i cantanti possono essere proposti dal Maestro, sono previsti tre mesi di prove prima di andare in scena, quaranta rappresentazioni in meno di un anno, nonché una messinscena con tutta la pompa che l’azione avesse preteso.

Scribe propone a Verdi un soggetto che aveva già precedentemente sottoposto all’attenzione di Gaetano Donizetti per Le duc d’Albe , un grand opéra in conformità con la tradizione del teatro francese, rimasto incompiuto. Il Maestro avrebbe potuto modificare il libretto nelle parti che non gli fossero piaciute e la cosa soddisfa Verdi, fin quando però non viene a conoscenza del fatto che l’opera era contemporaneamente stata terminata da Matteo Salvi e rappresentata a Roma. Un inganno quindi da parte del librettista nei confronti dell’ignaro Verdi che insorge contro Scribe, ma ormai il danno è fatto. Altro fatto increscioso che lo porta a chiedere l’annullamento del contratto, cosa che naturalmente non gli viene concessa, è un rifiuto della primadonna Sofia Cruvelli. Nonostante tutti questi contrattempi, l’opera va in scena il 13 giugno 1855 ed è tra le manifestazioni che fanno parte della Grande Esposizione di Parigi.

Tradotta in italiano da Arnaldo Fusinato, Les Vêpres siciliennes vengono rappresentati anche in molti teatri italiani, con titoli modificati rispetto alla traduzione causa la censura: per la stagione 1856 al Teatro Ducale di Parma e alla Scala di Milano, diventano Giovanna de Guzman , nel 1858 a Napoli Batilde di Turenna . Nel 1860, con l’unità d’Italia, Ricordi può stampare il libretto de I Vespri siciliani con la loro titolazione autentica.

Immagini
  • Libretto: I Vespri siciliani, Reggio Emilia, Teatro Comunale, 1864
  • (Parma, Istituto nazionale di studi verdiani, coll. LibV 026 018)
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