OPERA AT WORK
FOR THE EARTHQUAKE

A scena aperta

23 settembre 2013

Verdi, si sa, era un grande uomo di teatro che curava nel dettaglio, quando possibile, le rappresentazioni delle sue opere.
In omaggio alla convinzione del compositore che tutte le componenti teatrali fossero importanti per la riuscita dello spettacolo d’opera, la mostra A scena aperta , dal 26 settembre all’8 dicembre, offre l’eccezionale opportunità di entrare fisicamente in due scenografie originali, di proprietà del Teatro Regio di Parma .
Si tratta dell’allestimento de La Traviata , regia di Giuseppe Bertolucci, scenografia di Francesco Calcagnini, che debuttò al Regio nelle celebrazioni verdiane del 2001, e di Otello regia di Pier Francesco Maestrini, scene di Mauro Carosi.
Le due scenografie, riallestite dall’architetto scenografo Giovanni Agostinucci nell’ex chiesa di san Ludovico, sono tutte liberamente percorribili.
E’ così possibile osservare da vicino le strutture scenotecniche e gli elementi di palcoscenico, illustrati da didascalie, che sveleranno i meccanismi e le strategie sceniche di solito non visibili agli spettatori del teatro d’opera e dai nomi che ai non addetti ai lavori possono apparire quasi esotici: squadre, grappe, americane, carri, ciocchetti, macchine del vento, corde, contrappesi.
Una straordinaria opportunità di percepire lo spazio scenico in cui si muovono i cantanti, immaginare i riferimenti ideali che gli interpreti devono osservare per i loro spostamenti, ricrearsi con la mente la situazione inebriante della messinscena e rendersi conto delle numerose componenti che formano lo spettacolo operistico Tutti elementi sui quali l’attenzione di Verdi era sempre altissima.
A completare questa eccezionale immersione nel teatro d’opera, all’ingresso, le nicchie dell’ex chiesa di San Ludovico accolgono una collezione di costumi di allestimenti storici verdiani del Regio di Parma, una quadreria di bozzetti di scene e figurini di costumi, di opere rappresentate al Regio.
Una serie di manifesti di allestimenti verdiani del Regio - da metà Ottocento ai primi anni del Duemila - raccontano infine, nelle loro variazioni grafiche, i mutamenti del gusto estetico e della comunicazione degli eventi teatrali.
L’allestimento è ideato e curato da Giovanni Agostinucci, mentre il percorso di visita è a cura di Giuseppe Martini, in collaborazione con Fondazione Teatro Regio .  
Immagini
  • Parma Teatro Regio, interno
  • fot. Paolo Barone, Archivio Fotografico UDP Città d?Arte E
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