OPERA AT WORK
FOR THE EARTHQUAKE

22 gennaio 2015

"Un ballo in maschera" a Bologna


L’opera di Verdi apre la Stagione 2015 del Teatro Comunale. La "prima", domenica 11 gennaio alle ore 18.00, in diretta su RaiRadio 3.


“Contavo i giorni per tornare a Bologna e iniziare le prove di questo Ballo in maschera” ha dichiarato Michele Mariotti che debutta a Bologna l'11 gennaio nel titolo verdiano e nel suo nuovo ruolo di Direttore Musicale del Teatro Comunale. Il Maestro ha spiegato così la sua ammirazione per il titolo inaugurale della Stagione 2015 della Fondazione Teatro Comunale di Bologna: “Come sempre accade con Giuseppe Verdi, anche in questo suo capolavoro ci troviamo di fronte alla storia di un essere umano messo totalmente a nudo. Quest’opera è violenta perché parla dell’uomo e dei suoi rapporti interpersonali. E parla anche di valori traditi, di amori desiderati ma non consumati. In generale è davvero sorprendente il modo in cui Verdi riesce a scolpire musicalmente il carattere dei personaggi: penso ancora a Renato e alla sua prima aria, in cui l’accompagnamento esprime tutto il calore e la nobiltà dell’amicizia, e penso anche alla sua aria del terzo atto, dove lo stesso accompagnamento, grazie alla variazione ritmica della terzina, esprime questa volta tutto lo sgomento e la rabbia per il tradimento e l’umiliazione subiti”.

L’allestimento è una coproduzione con il Teatro alla Scala, andata in scena nel luglio 2013 a Milano, non senza qualche contestazione, per la regia di Damiano Michieletto, uno dei più interessanti autori della nuova generazione, presente sui principali palcoscenici di tutto il mondo con realizzazioni di dichiarato segno antagonista rispetto alle rappresentazioni convenzionali.
Michieletto ha letto la vicenda di Riccardo, governatore di Boston innamorato della moglie di Renato, il suo migliore amico, come una riflessione sul potere politico e sul contrasto fra immagine pubblica e sfera privata. L’ambientazione, contemporanea, è quella di una competizione elettorale. Renato è una sorta di uomo di fiducia-capo della sicurezza del governatore e l'indovina Ulrica diventa sulla scena una imbonitrice-santona come quelle che popolano le tv americane. Infine, il ballo in maschera in cui Renato uccide Riccardo per il suo amore con Amelia altro non è che un party elettorale,  situazione in cui ambiguità, maschere sociali, dinamiche comportamentali e tensioni nei rapporti umani trovano un moderno e rilucente palcoscenico.
Un ballo in maschera non è nuovo a spostamenti nel tempo e nello spazio dell'azione: la prima versione dell'opera - il dramma era ispirato al vero regicidio di Gustavo III - si svolgeva infatti in Svezia. Verdi fu costretto dalla censura borbonica, che riteneva inopportuno mettere in scena la morte di un re, a spostare il luogo dell'azione a Boston e a trasformare il protagonista in un governatore.

Lo spettacolo bolognese non è una mera riproposizione della produzione scaligera: diverso è il direttore, diversi i due cast che si alterneranno sulla scena dall’11 al 18 gennaio, diverse quindi le sensibilità all’opera, come ha sottolineato Nicola Sani, consulente artistico della Fondazione.
È Roberto Pizzuto, aiuto regista, a riprendere a Bologna la regia di Michieletto con una logica che si avvicina al parallelismo dei piani narrativi cinematografici, ricca di dinamiche sorprendenti, perfettamente sintonizzate con le scenografie di Paolo Fantin, le luci di Alessandro Carletti e il  design metropolitano dei costumi di Carla Teti.

Una produzione complessa che mette in piena luce tutta l'attualità del teatro musicale verdiano e che Mariotti interpreta come un'opera costruita su un doppio libretto, quello testuale e quello musicale che in Verdi spesso racconta un’altra storia, più potente rispetto alle parole. “Un altro aspetto straordinario del Ballo in maschera”, dice ancora il Direttore Musicale, “è l’uso quasi cinematografico che Verdi fa dell’orchestra, a volte coinvolta appieno nel dramma e a volte completamente al di fuori di esso, chiamata a commentare divertita la situazione che si fa grottesca, ironica e brillante, come nel caso delle scene di Ulrica e di Oscar”.

Nei cast figurano Gregory Kunde e Giuseppe Gipali nel ruolo di Riccardo, Luca Salsi e Marco Caria nel ruolo di Renato, Maria José Siri e Virginia Tola nel ruolo di Amelia, Elena Manistina e Julia Gertseva nel ruolo di Ulrica, Beatriz Dìaz nel ruolo di Oscar, Paolo Orecchia nel ruolo di Silvano, Fabrizio Beggi nel ruolo di Samuel, Simon Lim nel ruolo di Tom, Bruno Lazzaretti nel ruolo di Un giudice, Luca Visani e Andrea Taboga nel ruolo di Un servo di Amelia

Dopo la prima di domenica 11 gennaio, l’opera replica martedì 13 gennaio (ore 20.00, Turno C), mercoledì 14 gennaio (ore 20.00, Turno A), giovedì 15 gennaio (ore 18.00, Turno Pomeriggio), venerdì 16 gennaio (ore 20.00, Turno B), sabato 17 gennaio (ore 20, fuori abbonamento), Domenica 18 gennaio (ore 15.30, Turno Domenica).

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